Stefania Barbetta l’ebanista abruzzese del XXI secolo

Stefania Barbetta l’ebanista abruzzese del XXI secolo15 febbraio 2019

Eventi

Fonte: http://discoveryabruzzomagazine.altervista.org/stefania-barbetta-lebanista-abruzzese-del-xxi-secolo/

 

 
 

 
(DAM) Chieti – In questo scorcio di XXI secolo con la crisi economica e occupazionale e l’emancipazione femminile, si stanno riscoprendo antichi arti e mestieri che ritornano in auge, professioni che in passato erano prevalentemente maschili, oggi sono svolte anche dalle donne.
A tal proposito, per la ricerca sulle antiche arti e mestieri d’Abruzzo, siamo stati ospiti di Stefania Barbetta (classe1979), una maestra ebanista emergente di Chieti che ha ripreso da alcuni anni, dopo gli studi, questa antica professione e ne ha fatto il suo lavoro principale.
L’arte è sempre stata la bussola che ha orientato il percorso della sua vita: fin da bambina disegna e dipinge e si diploma in “Arte Applicata” sezione Decorazione Pittorica, all’Istituto Statale d’Arte di Chieti nel 1998; successivamente si laurea in “Operatore dei Beni Culturali” sezione Beni Archeologici, presso l’Università “G.D’Annunzio” di Chieti nel 2003.
Ma, è nel biennio 2004-2005 che inizia ad orientarsi verso la lavorazione del legno, il restauro e l’ebanisteria, allorché segue un corso di formazione professionale in “Restauro di Manufatti Lignei” presso il CIAPI di Chieti nel biennio 2004-5 e nel triennio 2008-2011 un corso di bottega scuola in “Doratura e Restauro di Manufatti Lignei” nel laboratorio di restauro e arti applicate di Walter Zuccarini a Chieti.

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Stefania Barbetta ebanista di Chieti a lavoro

Noi l’abbiamo intervistata per parlarci della sua attività di ebanista, ponendogli alcune domande:

Ci parli della sua formazione professionale…

“Mi sono formata, dopo un corso professionale in restauro di manufatti lignei antichi, nel laboratorio di ebanisteria e restauro di Walter Zuccarini a Chieti, attivo da quattro generazioni; l’insegnamento che mi è stato tramandato è che per restaurare bisogna prima saper costruire, lì ho potuto quindi visionare e provare tecniche di costruzione antiche degli arredi, basate su incastri realizzati a mano, e su come si scelgono le essenze lignee in base al lavoro da svolgere”.

Qual è la cosa più importante che ha appreso?

“Lavorando nel laboratorio di Walter Zuccarini mi si è palesato il significato del termine ebanista: è un artigiano che realizza raffinati lavori, partendo da solide strutture arrivando a raffinate decorazioni e finiture; quindi ho partecipato a restauri di pregevoli arredi e manufatti ed ho imparato l’intaglio e la scultura a mano di manufatti come cornici; infine ho scoperto l’ utilizzo di materiali naturali”.

Dopo la formazione come è proseguita la sua attività professionale di ebanista?

“Dopo quasi 10 anni di bottega – scuola ho aperto il mio laboratorio di ebanisteria e restauro, seguendone e mettendone in pratica la filosofia ed il modus operandi: utilizzo legni in massello ed impiallacciatura, colle di origine naturale, gommalacca, cera d’api, pigmenti naturali, gesso e bolo d’Armenia; costruisco arredi realizzando a mano incastri strutturali e parti decorative come gli intarsi con impiallacciatura, lastronatura e con filetti; preparo in laboratorio le tempere e le vernici; pratico tecniche antiche di finitura delle superfici come la lucidatura a gommalacca e tampone; la doratura a guazzo con foglia oro e argento veri. Pratico un restauro ispirato alla carta dei principi del restauro di Brandi: è filologico, quindi cerco di mantenere l’aspetto originale dell’arredo, conservandone la patina, integrandone parti mancanti o sostituendone parti completamente logorate, con la stessa essenza lignea, sia che si tratti di parti strutturali non visibili, che di parti decorative esterne quindi visibili, rendendole riconoscibili ad una visione ravvicinata, ed armoniche a livello estetico ad una visione da lontano.
Scolpisco a mano con l’ausilio di scalpelli cornici e manufatti decorativi, riproducendo copie o inventando con la mia fantasia modanature e decorazioni”.

Ma chi è l’Ebanista oggi? Che genere di mercato ha questa attività nel XXI secolo?

“Ultimamente sto constatando che c’è un ritorno d’interesse verso il lavoro dell’artigiano vero, che usa le proprie mani e la propria fantasia, conoscendo la storia e rinnovandola coi propri manufatti; tengo dei corsi di intaglio e doratura per neofiti e non, che vogliono sperimentare queste antiche tecniche, e realizzo manufatti per persone che non si accontentano del prodotto industriale, ma che cercano un’opera che parli di passione, che abbia i segni della dedizione e dell’abnegazione di chi li realizza”.

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