Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Umberto Pennesi

Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Umberto Pennesi21 giugno 2017

Le interviste

Angela: Cosa ti ha spinto interiormente ad avvicinarti all’arte plastica e, in particolare, al corso intensivo di scultura, intitolato Settimana magica, che si è tenuto a La Casa per le Arti dal 10 al 17 Giugno?
Umberto: In un discorso di più ampio respiro, posso affermare che la scultura è parte integrante della mia vita. Avvicinarmi al modo di fare arte e scultura del maestro Zuccarini era un desiderio che mi spingeva ad allontanarmi dal figurativo e cercare un qualcosa di più profondo, più vicino alle mie radici, nonché all’Essere stesso. Avvertivo in me un blocco interiore nel procedere nel lavoro creativo. Poi, seguendo i lavori di Walter e le pubblicazioni sul sito dell’associazione, ho trovato finalmente la via d’uscita: la scintilla divina si era accesa. Ho compreso che Walter poteva fornirmi gli strumenti idonei allo sblocco. Effettivamente così è stato: si è autocostituito come l’anello mancante. Questo corso di scultura si è configurato nel suo dispiegarsi e nella sua evoluzione come un percorso diverso e alternativo rispetto al solito standard, un percorso artistico interiore, propriamente una copia del vero che ha dato atto alla forma.
Angela: Parlaci del maestro Zuccarini.
Umberto: Ciò che mi ha colpito istantaneamente di Walter è stato il suo avvicinarsi all’altro ‘in punta di piedi’, con quella delicatezza estrema che lo contraddistingue.
Angela: Sono d’accordo. Walter ha ben presente il divino insito nell’altro da sé, e su questa visione si muove, non giudicando mai, non ‘toccando’ mai distrattamente e con indelicatezza l’anima delle persone, ma preservandola costitutivamente e, in un processo maieutico, facendo emergere il Buono, il Bello, il Vero.
Umberto: Sì, in quanto maestro lo si può figurare come un angelo custode, che ti sta accanto, ti guida, ma non ti blocca, lasciandoti esprimere liberamente nel tuo percorso, tanto da avvertire la sua forte e piena presenza anche nel suo silenzio.
Angela: Parlaci di come hai vissuto questa nuova esperienza.
Umberto: Inizialmente non avevo nessuna idea del tipo di scultura da realizzare. Evincendo dalla lettura degli articoli presenti nel blog dell’associazione come intendeva Walter l’arte e qual era il suo approccio alla scultura, mi sono imposto di non tracciare un progetto prima di mettermi all’opera sulla pietra, come abitualmente ero solito fare, provenendo dal figurativo. Era mia intenzione cambiare approccio: entrare nella scultura liberamente, nel senso di scolpire lasciandosi guidare dalla materia stessa e dall’idea, in un processo di osmosi. E con mia grande meraviglia, la scultura, in questo processo che ho delineato, è emersa da sola: man mano che veniva scolpita prendeva forma dinanzi al mio stupore.
Angela: Parlaci della tua scultura.
Umberto: Mi dà un forte senso di libertà nelle sue forme estremamente morbide e nella linea che tende a liberarsi.
Angela: Cosa ne pensi di questo luogo, qui a La Casa per le Arti, che ha ospitato il corso?
Umberto: Sia nella sua collocazione geografica, la campagna, che per le relazioni di carattere autentico che si vengono a creare – dove ognuno può dar forma ed esteriorizzare ciò che ha dentro, soprattutto a livello artistico – è un luogo magico. E Walter ne è proprio il fulcro: quest’ambiente è intessuto attorno a lui. La Casa per le Arti è per essenza ‘casa dell’accoglienza’.IMG 6729 1024x682 Tessere di un mosaico vivente.  Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Umberto Pennesi

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