Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Francesco Nicastro

Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Francesco Nicastro7 giugno 2017

Le interviste

Angela: «Che significato ha assunto questo corso di scultura presso La Casa per le Arti nella tua vita?».
Francesco: «Innanzitutto sono originario di Matera, città scolpita nella roccia, che per questa ragione vive in simbiosi con l’elemento pietra. Pertanto la pietra è un qualcosa che mi appartiene. Certamente il processo creativo in sé mi è sempre interessato come espressione interiore delle parti più inconscie e remote. Pertanto vivo l’arte come esperienza catartica e come processo di autoconsapevolezza, oltre che meditativo. In modo particolare la scultura consente di utilizzare contemporaneamente, in un unico gesto creativo, la mente e il corpo in maniera attiva, positiva e costruttiva così da focalizzare la concentrazione ed esprimere aspetti a noi sconosciuti. Scolpire richiede una grande capacità di autocontrollo, ma allo stesso tempo di lasciarsi andare. Da un lato occorre una grande presenza e prontezza nel controllare il proprio gesto e pensiero per far emergere la forma dalla materia tramite un processo di sottrazione, dall’altro è necessario svincolarsi dai propri schemi e lasciar fluire l’idea e la creazione. Occorre connettersi col mondo interiore ed esteriore per trasmettere concetti ed emozioni in maniera diretta. L’esperienza scultorea ha dello straordinario poiché permette di entrare in diretto contatto con ciò che stai creando, percependolo, toccandolo, così da ancorarti al qui e ora. È un costante allenamento a esercitare mente e corpo contemporaneamente in un processo di sublimazione che consente di attingere a mondi superiori: questo è il grande insegnamento di Walter.»
Angela: «Parlaci di Walter.»
Francesco: «Io lo definisco una sorta di ‘artigiano-sacerdote’, che crede fortemente nella pratica concreta, manuale e quotidiana, dotato di grandissima ispirazione spirituale e di magnetico carisma.»
Angela: «Cosa ne pensi della residenza creativa La Casa per le Arti?»
Francesco: «Il luogo ha del magico poiché entri in contatto con te stesso, la natura, la quiete, il silenzio, la potenza dei materiali. Tutto qui è rustico nel senso vero del termine: il legno delle travi, degli infissi, degli arredi prodotti da Walter stesso, si mostrano nella loro autenticità e semplicità. La qualità, la verità e la profondità delle relazioni che si instaurano è taumaturgica. Si percepisce che chi si accosta a La Casa per le Arti desidera intraprendere un percorso interiore e alimentare una tensione quasi mistica.».
Angela: «Descrivici la scultura che stai realizzando.»
Francesco: «Ha una sua pienezza, non è assolutamente frammentata. E’dotata di fortissima carica trascendente; ogni elemento scultoreo contribuisce a questa tensione verso l’alto. Ciò mi ha sorpreso, essendo io un pragmatico, con un atteggiamento immanente. Ho potuto sperimentare che ho dovuto adattare l’idea iniziale alle varie esigenze tecniche, alla casualità dell’imprevisto facendone così un’occasione creativa.»
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