Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Veronica Pellegrini

Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Veronica Pellegrini24 maggio 2017

Le interviste

IMG 6597 745x1024 Tessere di un mosaico vivente.  Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista a Veronica Pellegrini

Angela: «Cosa rappresenta per te questo corso di scultura? E qual è stato il tuo approccio?».
Veronica: «Sicuramente questo luogo è un valore aggiunto. Walter ed Emilia sono il primo valore aggiunto. Ritengo che quando un’esperienza ti viene proposta nell’ambiente giusto e da persone giuste hai ancora di più la voglia e lo stimolo di metterti in gioco, sperimentarti, perché le possibilità che ti si aprono sono infinite. Poi il fatto di lavorare la pietra, e la pietra della Majella, è un valore che riguarda anche il nostro territorio. Io ho iniziato a scolpire con la pietra della Majella anche per dare un senso al mio camminare in montagna e al mio amore per la terra d’Abruzzo. La scultura è, come mi disse Walter all’inizio, un’esperienza che ti porta a scavarti dentro per ritrovarti. E ti offre la possibilità di manipolare un elemento naturale. Iniziare a scavare la pietra vuol dire ‘ripulirti’, mettere ordine nella tua vita. E con un blocco di pietra da lavorare, posto dinanzi a te, imprescindibilmente ti dedichi solo a quello, eliminando tutti i fronzoli, il non necessario. Il percorso che ti offre lo scolpire è una sorta di work in progress, nel senso che parti con un progetto, e man mano che procedi nel lavoro nascono nuove idee spontaneamente, anche in base all’umore, mettendo così più o meno corpo a ciò che stai realizzando. Per me l’arte fondamentalmente è un percorso interiore, e dal mio punto di vista non è terapia, ma costituisce in ogni caso un modo per star bene».
Angela: «Quindi possiamo dire che l’arte salverà il mondo?».
Veronica: «Sì, ne sono convinta, lo ripeto da venticinque anni. Così come “la Bellezza salverà il mondo”. Arte è bellezza. Si può prediligere un’espressione artistica piuttosto che un’altra, ma non bisogna mai dare giudizi di valore sull’arte. Ad esempio nel teatro, che è una mia passione, hai un effetto di risposta immediato, in quanto con la platea, con il pubblico, vedi subito se ha funzionato la tua arte. Se fatta con energia, arriva allo spettatore».
Angela: «Che immagine ti suscita Walter?».
Veronica: «Una pietra grande. Walter è una roccia non solo per la sua solidità e integrità, ma anche per la sua superiorità. Walter è la persona più umile che io conosca. Ma lui è superiore. Sì, l’ho sempre visto e percepito come un essere superiore, così come del resto anche Emilia. Nella vita ci sono esseri superiori, non siamo tutti alla pari. E per fortuna che ci sono».

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