Incontri con giovani straordinari

Incontri con giovani straordinari28 dicembre 2019

Laboratori / Residenze creative

 

La fine dell’anno è tempo di bilanci. Quest’anno è stato veramente speciale per il grande lavoro  che, come Casa per le Arti, abbiamo realizzato grazie anche al contributo di tanti amici.  Abbiamo posto altri semi  nel terreno dell’arte condivisa, l’arte che piace a noi, un’arte oggettiva e sociale, non autoreferenziale né vanitosa, un’arte che sia testimonianza di nuove modalità di relazione con il mondo e con il trascendente.

È questa l’arte che prende impulso dal laboratorio di arti applicate di Walter, depositario e custode delle conoscenze di quattro generazioni di artigiani artisti.

Da questo  impulso è nata La Casa per le Arti, un microcosmo vivente che  sta crescendo in una direzione sempre più chiara e definita ma nello steso tempo sorprendente e mai  scontata.

Ogni  passo nella consapevolezza di chi siamo e del senso della nostra presenza nel mondo è  possibile grazie a una ferrea volontà e all’energia pura e fresca di  giovanissimi che ci hanno cercato,  mossi dall’urgenza di impegnarsi nella vita  concreta,  di imparare a fare cose reali e sensate per un diverso paradigma esistenziale, più vero e più autentico. Abbiamo avuto il dono di conoscere ragazzi  ventenni che non hanno rappresentanza culturale né politica,  attenti e sensibili alla poesia, alle percezioni e alla natura,  ognuno alla ricerca di bellezza e profondità, al di là del modello culturale nichilista e superficiale che  viene loro  offerto.

I giovani ventenni di oggi sono la generazione apocalittica – così la definisce il poeta Marco Guzzi, –  quella generazione cioè che guida il passaggio fra il vecchio e il nuovo attraverso una dimensione non intellettuale della conoscenza, disinteressata ed estranea ai centri e alle logiche del potere, con una coscienza naturalmente rivoluzionaria,  che guarda all’essenzialità e alla concretezza delle pratiche interiori ed esteriori.

Sanno cose che nessuno ha detto loro, che non hanno letto né studiato ma che hanno dentro. Semplicemente, naturalmente.

Essi  incarnano quelle forze micheliane di cui ci parla l’antroposofia per illuminarci sulla realtà soprasensibile che opera dietro e dentro gli eventi esteriori.

Collegati allo spirito del tempo che guida l’umanità del presente, sono i  testimoni di una trasformazione antropologica in atto che vede e vedrà affermarsi sempre di più i pensieri del cuore.

Auguri al mondo

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