Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista ad Armando Di Nunzio

Tessere di un mosaico vivente. Esperienza di scultura a La Casa per le Arti. Angela Fedele incontra gli artisti. Intervista ad Armando Di Nunzio1 giugno 2017

Le interviste

Angela: «Armando, cosa ha significato nella tua vita il corso di scultura da te intrapreso a La casa per le Arti?»
Armando: «Mi sento all’interno di un percorso in cui questo specifico laboratorio ha segnato un ulteriore tassello della mia conoscenza nell’ambito artistico e, in particolare, della scultura. Il fatto di dovermi confrontare, come coadiuvante di Walter, con lui, in prima battuta, e con tutta una serie di persone che hanno aderito al corso, è stato per me un accrescimento a tutto tondo: personale, artistico, emotivo.»
Angela: «Cosa pensi del maestro Zuccarini?»
Armando: «Walter è l’incarnazione del pensare, sentire, volere. Ogni suo gesto, ogni suo progetto prende compiutamente forma in questo ciclo triarticolato. Puoi assistere alla realizzazione dell’idea attraverso il pensiero, il sentimento, che in lui è propriamente pathos, per giungere all’azione stessa, ossia la volontà, che ne consegue e che suggella tutto questo processo.»
Angela: «Possiamo ben dire al riguardo che il maestro Zuccarini è inarrestabile.»
Armando: «Sì, Walter è assolutamente inarrestabile! Quando ha in mente un progetto lo porta avanti senza resa alcuna, fino alla fine.»
Angela: Capo Giuseppe, un indiano d’America, diceva che “le buone parole non danno molto se non portano ai fatti” . Walter è un po’ l’incarnazione di questo pensiero.»
Armando: Certamente. Capo Giuseppe esprime compiutamente quello che stavo delineando di Walter. In quanto tutte le parole che possiamo portare alla luce non hanno un gran senso se poi non vengono suggellate dai fatti. Io sono particolarmente legato al pensiero filosofico orientale, secondo cui ad un pensiero va fatta corrispondere un’azione. Il cuore della meditazione, come concetto spirituale, viene tradotto con lo “svuotare la mente”. Sappiamo perfettamente, sulla base della nostra esperienza quotidiana, che la nostra mente elabora mille pensieri al secondo che si sovrappongono, si confondono e si intersecano. Nell’istante in cui giungi a far corrispondere un’azione a un pensiero, stai facendo l’operazione di svuotare la mente, perché hai creato un filo rosso tra il tuo pensare e il tuo agire.»
Angela: «È anche un processo di ripulirsi interiormente, no?»
Armando: «Sì, svuotarsi è stare centrato nel presente, nel qui e ora. A ciò consegue che sei in grado di dare tutta la tua attenzione e potenza, interna ed esterna a ciò che stai facendo o realizzando. E Walter in questo è Maestro.»
Angela: «Che immagine ti suscita il maestro Zuccarini?»
Armando: «Un campo di fiori dalla grande varietà. E se posso aggiungere un dettaglio, mi piace mettere del vento che lo attraversa, perché, a mio avviso, è il suo elemento, in quanto una delle cose che lo contraddistinguono è proprio il dinamismo. Come sento in me forte l’elemento fuoco, in lui avverto il vento. E tra di noi si è venuta a creare questa osmosi: come il vento soffiando sul fuoco lo accende e lo alimenta, così Walter mi alimenta e mi nutre. È una questione oggettiva, come direbbe lui.»
Angela: «A livello esistenziale, come Walter è stato maestro per te?»
Armando: «Dovrei fare un salto di quindici anni addietro, quando conobbi Walter tramite mia sorella Cristina, che rappresenta nella mia esistenza una relazione fondamentale per la mia crescita emotiva, spirituale, di uomo. Walter è stato il suo insegnante all’interno di un corso di artigianato. Già dal primo istante l’incontro è stato fulminante. Poi varie vicissitudini ci hanno portato a vivere esperienze diverse, ad avvicinarci in alcuni momenti e ad allontanarci in altri, per poi arrivare a suggellare, quattro anni fa, questo sodalizio, trovando nella scultura l’anello di congiunzione che ci ha uniti in maniera totale, e dove io ho riconosciuto in lui il maestro che oggi è per me.»
Angela: «Lasciaci un pensiero su Emilia, compagna e collaboratrice prima di Walter e fondatrice assieme a lui de La Casa per le Arti.»
Armando: «Emilia è un pilastro fondamentale. Si dice infatti che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna. Se Walter è un campo con il vento, Emilia rappresenta la varietà di fiori che lo popolano, e che apporta autenticamente il colore a questo campo tramite il suo dono della parola, dell’ascolto, il suo essere accoglienza, con la sua arte della minuziosità, del suo saper elargire il consiglio giusto al momento giusto. Dunque Emilia è una colonna portante qui a La Casa per le Arti.»
Angela: «La Casa per le Arti è un luogo del tutto speciale, come testimoniano coloro che vi giungono. A te cosa suscita?»
Armando: «Questo è un luogo dove ci si innamora. Prima di tutto ci si innamora di se stessi, e poi di quello che si fa. E tutte le persone che nel tempo ho portato, incontrato e conosciuto qui, mi hanno sempre ringraziato e colto l’atmosfera particolare e unica di questo posto e della potenza che emana. Ed è un luogo in continua evoluzione. Io stesso ho assistito nel corso degli anni alle trasformazioni che sono avvenute, e posso immaginare quelle che verranno in futuro, perché è inevitabile che questa potenza insita nel luogo stesso svilupperà altra bellezza.»

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