Le mani15 ottobre 2014

Scienza dello spirito

Una delle immagini più commoventi dell’arte italiana è senza dubbio la Creazione di Adamo, la scena centrale dell’affresco della Cappella Sistina dipinta da Michelangelo. Al centro della volta le dita del Creatore e della creatura si sfiorano, senza toccarsi.

La mano sinistra dell’Uomo ha ricevuto la corrente vitale dalla mano destra del Dio Padre. Il breve spazio che separa le due dita è immagine del salto evolutivo della caduta sulla Terra. In quello spazio è tutto il dramma, nelle mani è la poesia.
“La mano – afferma Mikhael Aivanhov – porta inscritti i misteri della creazione, della volontà e dell’azione divina.”

Rudolf Steiner afferma che nelle mani viene pensato il destino. Si tratta, precisa, “di un pensare sottile e debolissimo, a mala pena vivo, che gli uomini sviluppano e che, nell’attività artistica, possono anche manifestare.”

Le mani sono gli arti peculiari dell’essere umano, che egli libera quando conquista la posizione eretta e dunque l’autocoscienza. Per questo può plasmare il mondo e trasformarlo, può spiritualizzare la materia.

La coscienza medievale rappresentava l’uomo a “immagine e somiglianza di Dio” come uomo macrocosmico, come raffigurazione dello Zodiaco (ariete/testa, toro/collo, spalle/gemelli, torace/cancro, cuore/leone ecc.). Se immaginiamo da un punto di vista geocentrico l’arco della Via Lattea che si estende dalla costellazione del Toro-Gemelli (collo/spalle) alla costellazione dello Scorpione (zona della riproduzione), allora le braccia e le mani, che si originano dal collo/spalle e arrivano fino alla zona della riproduzione, rappresentano la Via Lattea. Con le braccia e le mani possiamo dunque “pensare” altri sistemi evolutivi extrazodiacali.

Deve essere per questo che Rudolf Steiner afferma che “… gli organi più stupefacenti sono le braccia e le mani” e che “nelle mani non possiamo far altro che uscire da noi stessi,… siamo fuori di noi…”. E che Aivanhov possa asserire chel’uomo è il riassunto dell’universo e la mano è il riassunto dell’uomo. Ecco perché attraverso la mano possiamo entrare in relazione con tutto il creato.”

Dunque, possiamo collegare la grande croce macrocosmica formata dall’intersezione ortogonale della Via Lattea con la cintura zodiacale alla croce microcosmica che è l’essere umano con le braccia e le mani sollevate parallele all’orizzonte.

Quando usiamo le mani in modo creativo trascendiamo la dimensione terrena perché abitiamo il presente che è atemporale.

Ma allora forse non è un caso che la parola “mano” sia contenuta nella parola “U-mano” dove si può sentire la lettera U come immagine della parabola della vita.

Grazie, Genio della lingua italiana!

2 commenti

Gino Redolfi

Santi pensieri per il nostro futuro

La Casa per le Arti

… e speriamo anche per il presente

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