Territori solidali – La forma e la sostanza

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Territori solidali – La forma e la sostanza

Nel contesto del progetto Territori Solidali, si è tenuto il laboratorio creativo – InstallAzione: La forma e la sostanza, ideato, progettato e diretto dall’artista Walter Zuccarini, socio fondatore dell’associazione Aisos Pacris.
Il laboratorio è stato realizzato con i giovani del Centro Diurno della Asl di Lanciano, grazie alla collaborazione della dott.ssa Maurizia Iezzi e con la partecipazione dell’allieva di scuola bottega Stefania Barbetta e del restauratore Marco Di Muzio.
L’InstallAzione la Forma e la Sostanza, atto finale del laboratorio, si è tenuta nel corso della XXXIX edizione della Mostra dell’Artigianato a Guardiagrele (CH) dall’1 al 20 agosto 2009.
LA FORMA E LA SOSTANZA è stato al tempo stesso un laboratorio creativo e un esperimento di arte sociale. Questa esperienza è nata infatti dalla convinzione che l’attività artistica non può essere autoreferenziale, o privilegio per pochi, ma deve essere comunicazione di contenuti, agita e fruita dalla collettività, inserita nel tessuto sociale quale chiave per scoprire, conoscere se stessi e il mondo, strumento per la crescita delle coscienze.
Attraverso la realizzazione dell’ installazione in legno, i giovani del Centro Diurno hanno vissuto la genesi dell’opera e sperimentato la sua realizzazione, hanno interiorizzato il processo creativo che inizia dall’idea progettuale e, attraversando varie fasi, si è conclusa con la concretizzazione materiale. Il tutto è avvenuto in pubblico, condiviso con la collettività. Infatti l’opera non è stata semplicemente presentata, ma realizzata in loco, nel cortile del convento, sede della Mostra, per dare la possibilità ai visitatori di seguire i lavori.
Questo laboratorio dunque ha reso visibile un percorso creativo: si è partiti da un’idea attinta dal mondo delle forme, si è ideato un progetto, si è scelto un materiale (il legno) e si è sostanziata la forma.
LArtista Walter Zuccarini ha esplicato come nell’installazione lo spazio vuoto è la forma, immateriale, intangibile, invisibile, imponderabile, che tuttavia si può percepire in quanto contrapposta al pieno materiale, tangibile, visibile, ponderabile della sagoma dell’albero sostanziata nel legno. La forma e la sostanza sono dunque due dimensioni dell’esistenza, l’una immateriale, spirituale, l’altra materiale, terrena. Esse sono state rappresentate iconograficamente da tutte le culture umane di ogni tempo e luogo attraverso due forme archetipiche: il quadrato e il cerchio. Il cerchio, la forma più perfetta, senza inizio né fine, è la volta del cielo, la ruota del tempo, l’orbita dei pianeti, del Sole, della Luna, perciò è simbolo di tutto ciò che è spirituale. Il numero ad esso collegato è l1, l’unità, il centro del cerchio da cui si origina la figura. Il quadrato, simbolo della Terra, esprime l’idea della definizione, della delimitazione, ma anche della stabilizzazione, dell’arrestarsi. E figura antidinamica per eccellenza, ben ancorata sui suoi quattro lati. Il numero corrispondente è il 4 che riguarda il mondo terreno con i quattro punti cardinali, le quattro stagioni, i quattro elementi ecc… Pitagora definiva il cerchio perfetto e il quadrato giusto.
Non è un caso che le civiltà pastorali, i popoli nomadi costruissero le loro abitazioni, capanne, santuari, in forma circolare per esempio i tepee degli indiani dAmerica – mentre le civiltà agricole, le popolazioni stanziali utilizzavano le forme quadrangolari per esempio i templi greci.
L’installazione, richiamando il famoso uomo vitruviano, mostra con il cerchio e il quadrato che i due mondi sono interconnessi e che si possono sempre cercare collegamenti fra cielo e terra. Uno degli strumenti per far ciò è l’arte: una chiave nelle mani dell’essere umano per aprire la porta del mondo spirituale, e, attraverso le facoltà del pensare, del sentire e del volere, rendere visibile quel mondo utilizzando le sostanze, le materie che ha a disposizione sulla Terra.

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